Cure

Le gengive

Malattie delle gengive: cause, sintomi e come proteggerle

Da molti anni, e ancora oggi, la struttura delle gengive viene studiata a fondo per migliorarne la cura. Le malattie che possono colpire questa parte della bocca sono numerose, e le loro conseguenze possono essere anche molto gravi.

Perché le gengive sono così importanti

La stabilità dei denti dipende anche dalle gengive, che hanno il compito di trattenerli nella loro sede e di proteggere la radice dall’attacco di batteri e tossine.

Le malattie gengivali possono provocare la perdita dei denti anche quando questi sono perfettamente sani: se non si interviene in tempo, ci si ritrova ad affrontare cure costose solo per tornare a masticare correttamente.

Come prevenire le malattie gengivali

Con una cura corretta, le gengive possono mantenersi sane nel tempo. La chiave della prevenzione è una sola: rimuovere regolarmente la placca batterica.

placca batterica lungo il margine gengivale

Gengivite: il primo campanello d’allarme

Le sostanze irritanti contenute nella placca causano infiammazione del bordo gengivale: le gengive si arrossano, si gonfiano e tendono a sanguinare facilmente. È il primo stadio delle malattie gengivali, ed è anche il più semplice da curare.

Cos’è il parodonto

Gli odontoiatri specializzati nella stabilità dei denti nell’osso si chiamano parodontologi, e la branca dell’odontoiatria che se ne occupa è la parodontologia.

Il parodonto è quella parte della bocca costituita dai tessuti che fissano i denti nell’osso e dai tessuti che rivestono le radici dei denti e l’osso alveolare, cioè la gengiva.

Dalla parodontite alla piorrea

Parodontite

Se placca e tartaro continuano ad accumularsi, le gengive cominciano a ritirarsi: si formano tasche tra gengiva e dente, che si riempiono di batteri e pus.

Piorrea

Le gengive si ritirano ulteriormente, fino a raggiungere l’osso: viene distrutto il legamento parodontale, insieme a parte del supporto osseo. A questo punto si perdono anche i denti sani.


Le malattie gengivali si prevengono con controlli regolari e una corretta igiene orale quotidiana. Prenota una visita per valutare lo stato di salute delle tue gengive prima che il problema si aggravi. Cerca ora il tuo Dentista ideale in zona

12 Ottobre 2025No comments, gengive | parodontite | piorrea | prevenzione
La carie

La carie dentale: cause, sintomi e come si cura

La carie è una malattia dei denti che consiste nella lenta distruzione dei tessuti duri del dente, dalla superficie fino agli strati più profondi. Si manifesta come un vero e proprio buco, una cavità scavata all’interno del dente.

È la malattia più diffusa nell’essere umano ed è all’origine di numerose patologie della bocca e dell’intero organismo, perché veicola infezioni di vario tipo. Compromettendo una corretta masticazione, la carie ostacola anche il corretto processo digestivo.

Si tratta di una malattia antichissima, ma la sua diffusione è aumentata enormemente nell’epoca moderna, complice un’alimentazione sempre più “industrializzata” e ricca di zuccheri.

Perché si formano le carie

I denti si cariano soprattutto a causa della placca batterica: i batteri che la compongono attaccano lo smalto e danno origine al processo cariogeno.

Questo processo può essere favorito da diversi fattori:

  • la predisposizione individuale;
  • le abitudini alimentari, in particolare il consumo di alimenti ricchi di zuccheri;
  • una scarsa igiene orale.

Come riconoscere una carie in tempo

La carie è una malattia subdola: comincia con una piccola lesione dello smalto che non provoca dolore, perché non raggiunge ancora i tessuti sensibili del dente. In questa fase solo il dentista può individuarla e curarla, con poca difficoltà e poca spesa.

Per questo è importante sottoporsi ogni anno a una visita di controllo.

Quando compare il dolore — cioè, di solito, quando ci si rivolge al dentista — la carie ha già raggiunto le parti sensibili del dente, causando spesso danni più estesi e cure più costose.

Come si cura la carie

Dopo l’anestesia, il dentista asporta con il trapano la parte danneggiata del dente, fino a raggiungere il tessuto sano. Disinfetta poi la cavità così formata ed esegue un’otturazione.

Il costo del trattamento dipende dal numero e dal tipo di otturazioni necessarie.


Una visita di controllo annuale permette di individuare le carie quando sono ancora piccole, con cure più semplici, veloci ed economiche. Prenota il tuo check-up. Cerca ora il tuo Dentista ideale in zona

17 Settembre 2025No comments, carie | cura | prevenzione
Il dolore

Il dolore dal dentista: come funziona l’anestesia dentale

In uno studio dentistico moderno sono pochissime le occasioni in cui si debba avvertire dolore. In qualsiasi studio si pratica l’anestesia proprio per evitare che il paziente soffra durante la seduta odontoiatrica.

Che cos’è l’anestesia

L’anestesia è la pratica medica che elimina temporaneamente la sensibilità al dolore fisico. L’anestesia dentale, in particolare, desensibilizza uno o più denti per eliminare il dolore durante il trattamento.

Le soluzioni usate per desensibilizzare denti e mascelle agiscono rapidamente e danno un intorpidimento completo per diverse ore: questo permette al dentista di lavorare in modo rapido ed efficiente, senza farti male.

Perché non devi temere la puntura dell’ago

La maggior parte delle persone ha paura della “puntura” in bocca. È comprensibile, ma con le tecniche attuali questa paura non ha più ragione d’essere.

Il dentista utilizza un ago sottile, che provoca un danno minimo al tessuto, e inietta l’anestetico lentamente per garantirti il massimo comfort durante l’iniezione. Per eliminare completamente il fastidio, chimici, farmacologi e medici hanno sviluppato anche anestetici topici (di superficie), che intorpidiscono la gengiva o la guancia nel punto dell’iniezione prima ancora che l’ago venga inserito. Esistono inoltre tecniche che permettono di non avvertire nemmeno l’ingresso dell’ago nella gengiva.

Cosa accade dopo l’intervento

Dopo il trattamento, mastica con cautela: le tue labbra e guance saranno ancora intorpidite, e potresti morderti senza accorgertene.

Per precauzione, evita di mangiare nelle due ore successive a un’iniezione di anestetico dentale.


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12 Settembre 2025No comments, anestesia | dolore | trapano
Denti mancanti

Denti mancanti: come si sostituiscono con le protesi dentali

Quando mancano uno o più denti, non si tratta solo di un problema estetico. I denti vicini tendono a spostarsi per occupare lo spazio vuoto, il morso può alterarsi, la masticazione diventa meno efficiente e, nel tempo, l’osso della mandibola o della mascella in quel punto tende a riassorbirsi. Per questo è importante risolvere il problema con l’inserimento di denti artificiali.

Cosa sono le protesi dentali

I denti artificiali sono “protesi”, cioè dispositivi che sostituiscono una parte assente o non funzionante del corpo. Le protesi permettono di ripristinare, nel modo più naturale possibile, le funzioni della bocca — masticare, parlare, sorridere — e svolgono anche una funzione estetica, restituendo all’aspetto del viso l’immagine naturale della salute.

Le fasi del trattamento protesico

Realizzare una protesi dentale non è un intervento immediato, ma un percorso che si sviluppa in più fasi.

1. Preparazione della bocca

Il dentista prepara la bocca ad accogliere la protesi, proponendo al paziente un piano di trattamento che comprende tutte le cure preliminari necessarie. La complessità di questa fase dipende dalla situazione di partenza della bocca del paziente.

2. Scelta della protesi

Il dentista e il paziente decidono insieme quale tipo di protesi è più indicato per quel caso. Il dentista è tenuto a informare il paziente su tutte le alternative disponibili, descrivendo per ciascuna vantaggi, svantaggi e costi. Solo dopo aver ricevuto queste informazioni il paziente può dare il proprio consenso al trattamento e all’acquisto della protesi.

A questo punto il dentista prende le impronte della bocca del paziente e commissiona la protesi all’odontotecnico.

3. Protesi provvisoria

Il dentista applica al paziente una protesi provvisoria, su cui vengono controllati tutti i dettagli e le funzioni da correggere in vista della versione definitiva.

4. Preparazione della protesi definitiva

Il dentista comunica all’odontotecnico le caratteristiche finali della protesi. L’odontotecnico dovrà certificare al dentista la corretta composizione del manufatto (materiali impiegati, caratteristiche tecniche).

5. Applicazione finale

Il dentista applica e controlla la protesi definitiva, informando il paziente su tutti gli accorgimenti necessari per una corretta manutenzione nel tempo.

I tipi di protesi dentali più comuni

  • Corona artificiale: una sorta di “cappuccio” che ricopre interamente un dente naturale danneggiato, restituendogli forma, resistenza e funzione.
  • Ponte: una protesi fissa che sostituisce uno o più denti mancanti, ancorandosi ai denti sani adiacenti.
  • Dentiera (protesi totale o parziale): una protesi removibile che sostituisce tutti i denti di un’arcata (protesi totale) o solo alcuni di essi (protesi parziale).
  • Impianto: una vite in titanio inserita chirurgicamente nell’osso mascellare o mandibolare, che funge da radice artificiale su cui viene poi fissata una corona.

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2 Settembre 2025No comments, denti | dentiera | impianto | ponte | protesi | provvisorio